Diario di un'italiana d'Africa

Coppie miste. Immigrazione. Islam…effetti collaterali!

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Specchi

Lavoro con i bambini, con tutta la meraviglia e il tormento che questo comporta. Gestire una classe di venticinque bambini nel 2012 non è facile. Non riesco a rassegnarmi. Non riesco, dopo molti anni di lavoro come educatrice, ad accettare ciò che significa avere sei, sette o otto anni oggi. Chi sono questi bambini? Cosa sognano? Di cosa hanno paura? Purtroppo o per fortuna sono ancora legata ad un certo ideale di scuola e di educazione. In molti mi dicono che è tutto superato. Quel rispetto, quella sorta di pudore o paura verso gli insegnanti, superato. Questo garantismo latente e ipocrita che ci segue ovunque è solo l’alibi per non affrontare certe responsabilità ormai troppo impegnative per chi non è più abituato a soffrire. Già molti sono i miei dubbi  su queste generazioni ma le mie difese e le mie speranze si spezzano, si disintegrano miseramente quando dalle bocche di queste anime innocenti e ignare prendono forma i pregiudizi e la triste ignoranza dei loro genitori. Due bambini di otto anni si insultano a vicenda dicendosi: “ Negro! Ebreo! Musulmano che non sei altro!” Alla mia domanda su chi fossero gli ebrei mi viene risposto:” Quelli con il cappellino dietro la testa!”.  Non hanno idea di chi siano, di cosa facciano, di ciò in cui credono. Cosa hanno fatto questi ebrei? Cosa i negri? Cosa i musulmani? Se, nella loro sana e ingenua ignoranza, hanno percepito un’appartenenza religiosa o una razza come il peggiore insulto da poter fare a qualcuno, dobbiamo seriamente interrogarci su cosa la nostra società stia offrendo ai nostri ragazzi, su cosa diciamo nelle nostre case, a quali paure li stiamo abituando. In alcuni casi è molto difficile ritrovare l’entusiasmo e la speranza di dare qualcosa di diverso, è complicato insegnare qualcosa che risulta tanto lontano da ciò che per loro è la quotidianità, è casa. La mia preoccupazione non è forte solo in riferimento ai miei figli in quanto oggetti  passivi di tali pregiudizi ma altrettanto nella dimensione di soggetti attivi. Se li abituiamo a rapportarsi in un certo modo verso gli altri chiunque sarà suscettibile di razzismo, di insulti e pregiudizi. Gli obesi, i diversamente abili, i bassi, i gay, i neri, i cinesi, gli ebrei, i musulmani e tutti coloro che non rientrano nelle nostre categorie preferite. Siamo tanti, siamo diversi, non possiamo continuare a sperare di liberarci con qualche decreto di coloro che più ci disturbano, che fanno più fatica ad entrare nel grande cerchio del nostro “noi”. Continuo a credere che sia estremamente semplice ma, come spesso ci ostiniamo a fare, scegliamo il percorso più complesso per  arrivare alla soluzione giusta.  Attenzione ai nostri specchi, potremmo non avere più voglia di incrociarli.

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