Diario di un'italiana d'Africa

Coppie miste. Immigrazione. Islam…effetti collaterali!

L’amore nero non è per tutte.

Le donne. Anime sensibili eppure indistruttibili. Fragili e tenaci. Quel mondo che si portano dentro è parallelo e violentemente più ricco di quello reale che gira intorno. Così sciocche a volte. Tanto superficiali e opportuniste molte altre. Quelle donne che scelgono di avere un partner africano sono una categoria ben distinta dalle altre. Ho visto donne innamorarsi di africani malintenzionati e stupidi, ho visto donne cercare la realizzazione personale scegliendo un amore difficile e controcorrente, ho visto donne italiane africanizzarsi restando tristemente e inconsapevolmente troppo italiane, ho visto veli musulmani indossati senza convinzione e cognizione, ho visto la soddisfazione nell’affermare di aver cambiato religione senza aver mai conosciuto la propria. Ho visto donne piangere. Ho visto amori senza amore. Ho visto il dolore, la delusione, le accuse verso qualcuno che non ha saputo dare un amore e una vita che l’altro non ha saputo chiedere. La confusione tra passione e amore, fedeltà e libertà. Ho sentito l’amaro quando la fine di una storia è stata riassunta come incompatibilità culturale e religiosa. Ho visto donne avere come unico interesse gli interessi dell’altro. Ho visto donne vuote riempirsi della cultura del compagno. Ho ascoltato l’amore per una terra difficile come l’Africa, un amore incondizionato perciò inutile, sterile e destinato a morire. La passione di un attimo non è sinonimo di amore e dedizione. C’è una grande differenza tra quelle donne che amano l’Africa e gli africani per sfidare il mondo e quelle che li amano inconsapevoli di doverlo sfidare quel mondo. Può sembrare brutale ma sento di poter affermare che non tutte le donne possono permettersi di innamorarsi di un africano, davvero. Fino in fondo. Fino a quello strato profondo dell’anima dove non si riesce più a distinguere il colore della pelle. Altrettanto vale per un uomo africano, pochi sono in grado di avere un rapporto duraturo con una donna bianca, anzi italiana. Siamo molto diversi, le priorità delle nostre vite agli opposti, la pazienza pressoché nulla. La donna italiana ha raggiunto la sua massima emancipazione convincendosi di essere libera nel momento in cui le è permesso fare tutto ciò che l’uomo fa, si sente forte quando dice tra i denti che è libera. Purtroppo ogni volta che abbiamo bisogno di affermare una condizione è perché non possiamo riscontrarne l’esistenza reale. Non ci piace scendere a compromessi, non ci piace la donna geisha ma cerchiamo il principe azzurro, entrambi prototipi del maschilismo che tanto diciamo di odiare. Non credo alle storie senza interrogativi, senza dubbi, alla felicità del momento. Non mi piacciono quelle donne che piangono per la fine di quelle storie palesemente fondate sul niente, mi fanno solo rabbia. La cattiva gestione dei loro sentimenti le autorizza persino a scagliarsi verso l’Africa e le sue tradizioni, verso l’Islam e la sua presunta arretratezza. Certe donne non hanno capito che se un uomo è stupido e inaffidabile lo è a prescindere dal suo colore, molte donne non riescono a capire quando c’è una possibilità di incontro e quando la strada è sbarrata salvo poi insultare, accusare e rivoltarsi contro quegli uomini che ha voluto sperimentare ad ogni costo. Certe donne sono destinate al caos sentimentale. Non si conoscono e non hanno nessuna idea di come si possa conoscere qualcun altro. E’ un’emozione, la loro, che sale e si consuma lasciando dietro solo amarezze. Desistere al momento giusto denota grande intelligenza. Dimostriamo di averne a sufficienza.

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8 pensieri su “L’amore nero non è per tutte.

  1. Giovanna in ha detto:

    Jole carissima, mi è piaciuta molto la razionalità della tua riflessione che condivido interamente e ritengo sia di grande valore etico sostenere che “l’amore nero non è per tutte”…

  2. zanka in ha detto:

    Per fortuna!

  3. mi è piaciuta la riflessione.. ma vorrei anke aggiungere ke le separazioni non sono dovute a questioni culturali o religiose quanto al semplice divario tra uomo e donna di qualsiasi religione ed etnia, che si è creato negli ultimi 50 anni nelle nazioni occidentali e ke sta prendendo piede piano, piano anche in africa e nel resto del mondo. Le donne si sono “emancipate” e si sentono “libere” ma ancora non sono arrivate al punto di sapere gestire questa libertà.. ci vuole tempo; inoltre gli uomini di qualsiasi religione e paese non si sono evoluti in questo senso e sono ancora ancorati sui vecchi schemi mentali, quindi la convivenza e le relazioni sono difficili sia con uomini africani che italiani. sinceramente non trovo molte differenze in questo punto: in tutti e due casi la donna “emancipata” deve costantemente lottare per laffermazione di se stessa e della sua libertà..l’uomo non vuole lasciare il suo stato di supremazia perkè è troppo comodo in essa. è facile stare con una donna serva. questa è una sfida per l’umanità. la sfida di questo secolo è proprio questa: riconoscere la donna come essere umano pari all’uomo ma con ruoli differenti!! altrimenti non ci sarà futuro per quello che si chiama “famiglia”!

    • rosaspina in ha detto:

      Anche io ho trovato interessante questa riflessione. L’amore per tutto ciò che è diverso e lontano assomiglia molto spesso a una fuga, e spesso anche l’amore non fa che inseguire stereotipi socialmente costruiti. Questi stereotipi abbondano, nel sentire comune, anche per ciò che riguarda lo Straniero; temo che si tratti di residui post-coloniali, più difficili da riconoscere perché declinati al positivo. Credo innanzitutto che ogni amore si nutra di almeno un po’ di distanza, di rispetto per l’alterità di un individuo che, per quanto amato e prossimo, resta pur sempre “altro” da noi. Indipendentemente dal paese d’origine. Questa distanza è spesso difficile da accettare, che la coppia sia o meno “mista”.
      In secondo luogo credo che nel caso delle coppie “miste” tale distanza sussista in modo particolare. Non tanto perché vi siano “essenze” incompatibili, ma perché le persone segnate da esperienze molto differenti DIVENTANO diverse; non credo, ad esempio, che esperienze come quelle del razzismo istituzionale, dello sfruttamento sul lavoro, dell’assenza di diritti possano lasciare inalterate coloro che le subiscono. Nè credo sia semplice fidarsi delle sorelle, delle figlie dei propri carnefici. Ne’ credo sia facile, dall’altro lato, fidarsi completamente di qualcuno la cui vita ti è per metà ignota, la cui lingua madre ti è ignota. Qualcuno di cui qualcun altro ti ha quasi sempre insegnato, colpevolmente, a diffidare. Fino a dove si spingerà per provarti la realtà del suo amore, resistendo al “sei come tutti gli altri”? Fino a quando questa realtà sarà autoevidente, e si farà strada fra mille retropensieri, mille possibili equivoci? … spero per sempre!

  4. gabriela in ha detto:

    non so esattamente se condividere le vostre riflessioni, sicuramente frutto di ragionamenti assennati…la mia esperienza di coppia con mio marito senegalese è stata la cosa più importante della mia vita…purtroppo finita troppo presto a causa della sua morte per cancro…forse sono diversa io , che mi sono innamorata di quella persona per quello che era lui , per l’amore immenso che mi ha donato , e le normali difficoltà di ogni coppia le abbiamo superate semplicemente perchè ci amiamo tanto, magari aveva ragione lui che rideva di me dicendo : ma tu non li vedi i colori! io amo quella persona e la sua pelle nera ha per me lo stesso valore di un naso diverso o di capelli biondi o gambe storte o qualunque differenza fisica che normalmente distingue un essere umano da un altro…non mi sono annullata per lui, ho avuto piacere di conoscere la sua cultura e a lui spiegavo la mia, l’importante era essere insieme, noi non eravamo una coppia, ma una persona sola.

  5. trovo finalmente nei vostri post un ragionamento privo di pregiudizi sulle relazioni uomo – donna fra coppie miste e culture e religioni differenti, finalmente. Delle riflessioni obiettivi e che tuttavia non trascurano l’evidente complessità che questo tipo di relazione comporta. Una boccata di ossigeno sul web, ora che l’odio inter-etnico e l’intolleranza sembrano scoppiare sulla rete.

  6. DonCarlo in ha detto:

    Le donne italiane che stanno con un nero…spesso lo fanno perchè non hanno successo con italiani, oppure perchè sono molto focose..e cercano nel nero quel sesso forte che abbatte dei tabù che in parte non ci sono più ma che nell’immaginario restano, alcune perchè ancora convinte che siano superdotatissimi…altre donne perchè banalmente sono prese dal contrasto pelle, altre ancora perchè vedono nel nero una specie di essere diverso dal solito quindi lo idealizzano migliore..altre ancora solo perchè prendono qualsiasi tipo sia gentile e simpatico, altre ancora perchè sono attratte dai tratti somatici bruti del nero africano..altre perchè curiose di altre culture..quando non conoscono nemmeno la propria..altre ancora…magari perchè hanno trovato vere qualità in una persona..al di là del fatto che sia nero….ma quest’ultimo caso è in percentuale bassissimo!

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