Diario di un'italiana d'Africa

Coppie miste. Immigrazione. Islam…effetti collaterali!

La mia finestra

L’aria dolce della sera, voci lontane, risate vellutate, la luce soffusa di un salotto. La finestra aperta. Guardo dentro. Qualcuno si muove . La tv, un bimbo corre attraversando camere e porte, ride. Un altro bimbo ride guardando il suo fratellino.  Una mamma e un papà si guardano scambiandosi nello sguardo l’emozione di vedere i loro figli sereni, indissolubilmente legati dal loro unico sangue.  È il momento di lavare i denti, pigiama e poi a letto a leggere una storia che hanno già letto e ascoltato almeno cento volte, non importa. L’ascoltatore di quattro anni si emoziona sempre allo stesso modo. Poi chiude gli occhi, cerca di riaprirli, di resistere al sonno. Inutile. Un bacio sulla guanciotta tenera. È pronto il biberon. C’è n’è un altro che imperterrito continua a chiedere di giocare col papà più paziente e tenero del mondo. Ben presto anche il secondo sarà a letto. La tv continua a proiettare immagini, suoni impercettibili. Un cane abbaia. Sporadici passaggi di auto in una strada di campagna. È il momento della mamma e del papà. Il momento che dà un senso alla loro giornata frenetica. L’uomo prepara  il loro drink. Fuori l’aria ti si posa addosso come una coperta rassicurante, ti avvolge e ti riempie di quella solitudine che ti fa sentire al centro del mondo. Soli. Mentre intorno tutto cambia. Mentre altrove tutto accade senza pietà. Mentre le domande ti esplodono dentro in violente raffiche, mentre i dubbi e le incertezze della vita ti sollevano per poi spingerti nel baratro senza ritorno. Intanto le stelle dell’autunno splendono vivide. Una sigaretta. Il fumo che scompare, lentamente scorre via.  Uno sguardo tenero, una risata, i problemi. Troppo tardi per pensarci, troppo stanchi per farsi sovrastare ancora. È il loro momento. Quello di una famiglia che combatte giorno dopo giorno per tenersi in vita in una società sprezzante, ingiusta, spietata con i deboli, spregiudicata e arrendevole con i forti, la nostra. È il momento semplice e autentico di persone che si amano e che si sono scelte, consapevolmente. È il momento degli amanti che si cercano, è la fine di una giornata che non tutti possono avere, che molti non vogliono più, certo. È la famiglia. È la pazienza, la tenerezza, il coraggio, la consapevolezza, la tenacia, l’ostinazione, l’amore.

La luce ancora accesa. Qualcuno chiude la chiavetta del gas. Un bacio ai bimbi che dormono. La finestra si chiude. La luce scompare. Mi allontano dalla finestra. Vi vedo ancora dentro di me. Ora che siamo lontani. Sempre noi. E nessuno può più vedere i colori, a nessuno importerà più da quale mondo veniamo. A nessuno basterà più ciò che ha se vedrà ciò che noi abbiamo trovato.

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Un pensiero su “La mia finestra

  1. federico in ha detto:

    bella e poetica

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